Coloriamoci di Lilla


“Coronavirus, oggi si raggiungono 26.062 contagi”
“Bollettino di oggi: contagi in aumento, nuovi ricoveri in terapia intensiva, aumentano i decessi”
Questo si legge sulle testate giornalistiche, nei testi scorrevoli su SkyTG24 e si trasmette in radio.
Le altre malattie sono, quindi, in diminuzione?

Oggi, giornata nazionale del “FIOCCHETTO LILLA”, affianchiamo le statistiche dei dati sul Coronavirus all’agghiacciante aumento di nuovi casi e ricadute o peggioramenti di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Non senza togliere la scena al protagonista attuale, anzi enfatizzandone il suo ruolo principale anche qui.

I DCA hanno esordio prevalentemente tra l’infanzia e la prima adolescenza. Età di cambiamento, principalmente a livello socioculturale, dettata dall’allontanamento esclusivo dal nucleo familiare e l’inserimento scolastico che intensificano i momenti di socialità e di condivisione tra i pari e stimolano l’esplorazione del proprio ambiente, strutturando così la propria identità personale.
La pandemia, invece, riduce il più possibile il contatto con l’altro, limita l’attività sportiva, limita le uscite se non esclusivamente per comprare beni di prima necessità e costringe alla convivenza prolungata con i familiari.
In questo modo obbliga ad apportare modifiche nel proprio stile di vita:
• la riduzione dell’attività sportiva accresce il rischio di aumentare di peso o, di contro, ricorrere all’utilizzo di lassativi e diete restrittive per sopperire all’impossibilità di svolgere attività fisica
• riducendo le uscite il più possibile, le scorte alimentari in casa potrebbero essere più abbondati oppure scarseggiare, cercando di “fare con ciò che si ha” e limitando in termini di varietà i pasti.

Tante sono state le malattie annoverate nella storia (peste, malaria,…), durante le quali ci si rifugiava in casa, nel proprio nido protetto, ma il Coronavirus talvolta rende i propri familiari possibili persecutori, possibili untori. La paura del contagio entra nelle abitazioni senza bussare, rendendo questa situazione proprio fuori dal nostro controllo.
I DCA hanno un’origine traumatica e la pandemia è certamente un trauma!

“I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o di comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale”.
Il 19 giugno del 2018 è stata sancita la giornata nazionale del “FIOCCHETTO LILLA” contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), quali Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, etc..
E’ nata per ricordare tutte le persone che soffrono silenziosamente e lottano ogni giorno contro queste malattie invisibili; rappresenta inoltre l’occasione per sensibilizzare e promuovere la cura di tali disturbi con approcci multidisciplinari specifici.
Attualmente in Italia si assiste ad una crescita esponenziale di queste patologie, pari a circa 3 milioni di giovani, di cui il 95,9% è rappresentato dal sesso femminile e il 4,1% da quello maschile. Una parte di questo aumento è attribuibile al difficile periodo pandemico che stiamo attraversando, quest’emergenza sanitaria ha portato scompiglio sotto ogni aspetto della vita quotidiana, colpendo pesantemente il lato psicologico delle persone. Le cause di disagio sono molteplici: l’impotenza di fronteggiare la malattia, perdita del lavoro, paura del contatto sociale, permanenza forzata in casa e solitudine derivante, etc..
Convergiamo l’attenzione anche verso l’aspetto nutrizionale che risulta compromesso. Inizialmente si parlava di “riscoprire il valore dei piccoli gesti” attraverso la preparazione di cose fatte in casa e l’elaborazione in famiglia di nuove ricette ma con il tempo si è giunti infine all’utilizzo del cibo come un rifugio, una valvola di sfogo in cui racchiudere le proprie emozioni.
Le persone già coinvolte in questi disturbi si sono trovate a fronteggiare una realtà ancora più difficile.

Oggi soffermiamoci sugli obiettivi da prefissarci per poter riconoscere e fronteggiare i DCA nel miglior modo possibile:

• Osservazione ed individuazione precoce dei primi sintomi, definiti “comportamenti sentinella”
• Accettazione ed elaborazione della propria condizione
• Accrescimento del supporto emotivo di famigliari, amici e persone vicine al soggetto interessato
• Intervento mirato attraverso un approccio sanitario multidisciplinare specifico

Le problematiche legate all’alimentazione riflettono negativamente anche sugli aspetti sociali e lavorativi oltre a quelli legati alla compromissione della salute fisica e mentale. Non bisogna sottovalutare i campanelli d’allarme e soprattutto è fondamentale implementare la consapevolezza nella popolazione e negli individui colpiti che questi disturbi possono essere curati fino a poter riprendere in mano la propria vita.

Dott.ssa Simona Ventura, Dietista
Dott.ssa Valentina Reatti, PsicologaLogo del Centro DALIA