Disturbi del comportamento alimentare nello sport

Articolo scritto e pubblicato dalla dott.ssa Marica Vignozzi, psicologa, specializzata in alimentazione e sport.
Disturbi del comportamento alimentare nello sport

DisturbiAlimentari

I Disturbi del Comportamento alimentare rappresentano una problematica sempre più diffusa al giorno d’oggi e tale fenomeno riguarda anche, se non soprattutto, quegli ambienti nel quale il corpo assume una posizione rilevante: lo sport e la danza. Le statistiche, infatti, indicano che questi disturbi purtroppo sono molto più frequenti negli atleti rispetto ai non atleti e che comprendono sia il mondo femminile, sia quello maschile. Per questi motivi sta crescendo l’interesse verso questo argomento ma le conoscenze sono ancora molto scarse.
I disturbi che si presentano sia in ambito sportivo che non sono gli stessi ma, nello sport, possono assumere peculiarità diverse, descritte di seguito:

– l’anoressia è caratterizzata da un’anormale perdita di peso, di frequente associata a un disturbo dell’immagine corporea, e dal rifiuto del cibo, spesso legato a sensazioni di colpa. L’anoressia è da distinguere dall’anoressia atletica che, invece, è finalizzata a ottenere un miglioramento della performance sportiva e spesso si tratta di un comportamento temporaneo modificato volontariamente dall’atleta, ad esempio in funzione dell’allenamento o della stagione.
– la bulimia, i cui sintomi più evidenti sono le abbuffate compulsive (spesso associate a condotte di eliminazione tramite uso di lassativi e vomito indotto) e le oscillazioni di peso anche piuttosto evidenti;
– il disturbo da alimentazione incontrollata (BED – Binging Eating Disorder), si differenzia dalla bulimia perché non viene eliminata l’abbuffata e questo causa spesso sovrappeso. Nello Sport questo disturbo dell’alimentazione assume una connotazione particolare poiché l’attività sportiva, facendo smaltire le calorie, contiene l’aumento ponderale. In molti casi vengono riconosciuti per l’insonnia associata a pasti notturni;
– la dismorfofobia, legata all’ansia/angoscia relativa all’immagine intera corporea o una sua parte specifica;
– l’ortoressia, identificato recentemente, che riguarda l’attenzione quasi ossessiva all’alimentazione sana.

Il collegamento tra disturbi alimentari e sport è duplice. Da un lato la cultura del tenersi in forma è conforme ai bisogni di chi soffre di tali disturbi, dall’altro il controllo che i giovani atleti devono avere nei confronti del proprio corpo può favorirne l’insorgenza. In determinati sport viene richiesto, esplicitamento o implicitamente, di mantenere il peso a un livello inferiore al valore normale rispetto all’età, il che, unitamente alle forti pressioni degli allenatori e dei genitori e alle esigenze della competizione stessa, può condurre i soggetti più vulnerabili direttamente all’anoressia e alla bulimia. Molti sono gli atleti che si sottopongono a diete incongrue, non adatte allo sport praticato e che spesso si ritrovano in una condizione di iponutrizione. Spesso per la fobia del peso corporeo saltano il pasto, si disidratano usando indumenti gommati per sudare, si inducono il vomito o usano lassativi, tutte pratiche molto pericolose per la salute. Questi comportamenti alimentari non salutari possono manifestarsi sotto diverse forme, ad esempio come un’alimentazione irrazionale, compulsiva, restrittiva e le cause scatenanti sono le più diverse (stress, infortuni, eccetera). Gli individui, generalmente più a rischio, sono coloro che considerano se stessi come la persona sul quale tutti contano. Normalmente temono di non raggiungere le aspettative dell’allenatore, della squadra, dei genitori.
Tali situazioni, benché diffuse in tutti gli sport, si riscontrano soprattutto in quelle attività che richiedono controllo del peso e della forma del corpo; vediamo quali:

– Sport di Endurance (es. maratona, triathlon, ciclismo, sci di fondo).
– Sport Estetici (es. pattinaggio artistico, ginnastica artistica, nuoto sincronizzato); tra questi è da includere anche la danza, purchè non propriamente uno sport. I ballerini, infatti, hanno elevati rischi di disturbi alimentari, di insoddisfazione corporea e hanno disturbi più elevati relativi al frequente controllo del peso; passano innumerevoli ore di fronte agli specchi perciò i loro corpi sono attentamente esaminati da sé e dagli altri. Applicando elevati livelli di perfezionismo per ballare e per la forma del corpo, con la combinazione di pressioni socioculturali per la magrezza inerente alla professione della danza e con le aspettative di alte prestazioni, si produce un ambiente ideale per lo sviluppo di disturbi alimentari.
– Sport con Categorie di Peso (es. lotta, arti marziali, pugilato) dove troviamo una prevalenza maggiore di disturbi di tipo bulimico.
– Sport che ricercano un basso peso corporeo (es. equitazione, ciclismo)
– Sport che enfatizzano la massa muscolare (es. body building)
– Sport in cui l’abbigliamento rivela la forma del corpo (es. nuoto, pallavolo)

Per riconoscere un disturbo alimentare un buon punto di partenza è conoscere i fattori di rischio che contribuiscono al manifestarsi e al cronicizzarsi della malattia che, come detto in precedenza, possono essere infortuni, stress, eccessiva attenzione alla forma corporea ecc. Sono disturbi molto subdoli e che possono sfuggire all’occhio non esperto finendo per essere riconosciuti solo quando la sintomatologia legata al peso o alla forma del corpo diventa evidente. I DCA, soprattutto nello Sport, spesso vengono confusi con atteggiamenti di coerenza con la tipologia di attività sportiva pertanto sarebbe importante prestare più attenzione a quegli sport, elencati nel paragrafo precedente, in cui peso e immagine corporea assumono maggior importanza. Mantenere un buon livello di allerta su determinati ambiti potrebbe essere un punto di partenza per prevenire tali disturbi.
Inoltre, al fine di una buona prevenzione, si reputa necessario che un’eventuale dieta sia supevisionata da un’equipe di competenza. È necessario far capire all’atleta a rischio che un eccessivo dimagrimento porterà ad un peggioramento nella performance non il contrario; allo stesso tempo bisogna far attenzione a non farlo preoccupare, o addirittura minacciare, con rischi di squalificazione o espulsione a causa del suo dimagrimento. È importante che la diagnosi sia precoce e che la persona sia circondata da personale qualificato che sia capace di attingere alle risorse che l’atleta possiede.
Sarà fondamentale che l’atleta con disturbo alimentare sia seguito da un team multidisciplinare (psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, endocrinologo, gastroenterologo, medico sportivo e nutrizionista ecc.) esperto nel trattamento dei DCA. Da evitare il trattamento esclusivamente dietologico che aumenterebbe negli atleti la preoccupazione nei confronti dell’alimentazione, del peso e delle forme corporee.
Da questa breve analisi emerge, quindi, quanto siano diffusi questo tipo di disturbi nello Sport e quanto poco si sappia in proposito poichè vengono spesso scambiati per comportamenti che fanno parte della propria pratica sportiva e non di comportamenti patologici. È necessaio, invece, guardarli in modo diverso al fine di tutelare le persone e garantirne il benessere all’interno della disciplina praticata.

Bibliografia
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Sitografia
Indice Glicemico (2012), “Disturbi del Comportamento Alimentare nello Sport” http://www.lascuoladiancel.it/2012/06/19/disturbi-del-comportamento-alimentare-nello-sport/
Concetta Croce (2015), “Danza e Disturbi del Comportamento Alimentare” http://www.nonsolofitness.it/psicologia/disturbi-comportamento-alimentare/danza-e-disturbi-del-comportamento-alimentare.html