Test genetici e nutrizione

Nutrigenetica (scienza che studia i rapporti tra il patrimonio genetico, il genoma e la variabilità interindividuale agli alimenti) e Nutrigenomica (disciplina che studia le correlazioni tra gli alimenti e le modifiche del DNA) : 2 termini ancora non troppo chiari alla maggioranza della popolazione.
Questi argomenti rappresentano l’innovazione e la prevenzione attraverso la conoscenza del nostro DNA. Presso Centro DALIA “Consulenza Nutrizionale e Psicofisica”.

Legionella e polmonite

Dati i recenti tristi casi di infezioni e decessi, a causa della polmonite nel bresciano e Lombardia in generale, ricordiamo che la legionella può essere uno dei batteri responsabili di tale malattia. Infatti, ben 17 casi (di cui un decesso) di polmonite sono imputabili alla legionella con certezza.
Entro l’anno, verranno varate delle delibere regionali che renderanno cogenti, con adeguate multe per chi non si adeguerà, le linee guida dell’istituto superiore di sanità per la prevenzione della legionellosi.
In questo modo le sanificazioni degli ambienti aeraulici dovranno essere fatte realmente, e la macchina dei controlli potrà agire in maniera incisiva.

Ricordiamo che lo Studio Centro DALIA offre la compilazione di piani di autocontrollo per HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) e per Legionella, tramite la stesura di un DVR biologico (documento valutazione rischi).
Centro DALIA affianca la struttura per determinare il livello di rischio e stilare un piano di autocontrollo per Legionella al fine di garantire che i valori di contaminazione degli impianti aeraulici e idrici siano sotto controllo, e di conseguenza contenere il rischio contaminazione per il personale e per gli ospiti della struttura ed evitare così la probabile sospensione, la cattiva pubblicità o la chiusura dell’attività dell’azienda da parte della ASL di competenza.
Il Centro DALIA si rivolge alle seguenti attività:

Hotel e alberghi

Piscine e palestre

Centri benessere e SPA

Società sportive di dilettanti e professionisti

Bar
 Ristoranti 
Fornai, pasticcerie e gelaterie

Aziende alimentari

Case di Riposo

Case di Cura

Ospedali 

Studi dentistici

Uffici con condizionamento

Aziende di produzione che hanno spogliatoi

Strutture che utilizzano acque in generale (es: autolavaggi, cave di marmo, ecc.)

Amministratori di condomini e complessi

Aziende con torri di raffreddamento

Giardinieri e aziende di manutenzione impianti idrici e fontane

Vi rimandiamo al nostro sito internet per ulteriori informazioni
http://www.centrodalia.it/contenuti/legionella_e_HACCP.html

Chi è lo psicologo dell’alimentazione?

FreeMindFreeBody: Chi è lo psicologo dell’alimentazione
Bilancia
Il presente articolo mira a fare chiarezza in relazione alla figura dello psicologo esperto in alimentazione poichè, in quanto professione dalle molte sfaccettature, necessita di essere approfondita per meglio comprendere le aree di cui si occupa. Infatti, in relazione a bisogni sociali emergenti anche la psicologia subisce dei cambiamenti e tenta di venire incontro a nuove necessità che non necessariamente rappresentano veri e propri disturbi.

In quest’ottica, infatti, le richieste emergenti evidenziano la necessità di:
– fornire un intervento che non sia necessariamente mirato alla risoluzione di un disturbo. Molte persone oggi non iniziano un percorso psicologico perchè “stanno male” ma perchè sentono che nella propria vita ci sia qualcosa che necessita un miglioramento richiedendo allo psicologo un supporto/training e aiuto in percorsi di cambiamento al fine di capire dove lavorare per vivere bene al 100%;
– rispondere alla crescente “domanda” di richieste che provengono dalle aree più disparate della salute e di qualsiasi ambito della vita di una persona. In particolare, oggi l’area dell’alimentazione e quella del wellness sembrano essere molto presenti.

Conseguentemente appare indispensabile affrontare queste nuove problematiche e inserirsi attivamente in ambiti di competenza che non si occupino esclusivamente di disturbi veri e propri. È necessario focalizzarsi sul potenziamento e sul supporto ai processi motivazionali e di trasformazione in ambito “salute” più che sulla psicopatologia.

Pertanto, se prima, quando si parlava di disturbi in ambito alimentare ci si riferiva quasi esclusivamente ad anoressia e bulimia nervosa, oggi dobbiamo aggiungere gli altri settori di intervento della psicologia in campo alimentare, ad esempio:
alimentazione del bambino (fobie del cibo, mangiare troppo, mangiare troppo poco, non riuscire a mangiare frutta e verdura);
– l’obbligo di aderire ad una dieta specifica a lungo termine e modificare “stabilmente” il comportamento alimentare (tali diete specifiche si riferiscono a disturbi quali: diabetici, celiaci, obesi non adatti alla chirurgia bariatrica);
– l’alimentazione condizionata da esperienze emotive (emotional eating);
campagne di prevenzione ed educazione alimentare;
– situazioni di “ossessione” nei confronti del cibo (es. Ortoressia);
– disturbi della percezione corporea.

Alla luce di questo, è importante che lo psicologo dell’alimentazione si confronti con gli altri esperti della nutrizione a seconda della problematica portata dalla persona. I professionisti con i quali è frequente che venga in contatto sono: dietologo, nutrizionista, chirurgo bariatrico, gastroenterologo, diabetologo, medico di medicina generale, al pediatra, all’operatore sportivo. Non solo, se pensiamo ai disturbi della percezione corporea e alla grande frequenza attuale di utilizzo della chirurgia plastica che può causare notevoli stress alla persona, lo psicologo avrà contatti anche con psichiatra, chirurgo plastico, chirurgo estetico. In conclusione possiamo dire che gli obiettivi dello psicologo in tale ambito sono senz’altro il benessere psico-fisoco e la scoperta o riscoperta di un equilibrio tra mente e corpo.

Dott.ssa Marica Vignozzi

OPEN DAY

VI ASPETTIAMO SABATO 3 DICEMBRE 2016 DALLE 09:00 ALLE 20:00

LE ATTIVITA’ SARANNO A TITOLO GRATUITO MA CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

DALLE O9:00 ALLE 11:00 “SCOPRI DI COSA È FATTO IL TUO CORPO”
La Dott.ssa Fabiana Ruffoni, nutrizionista e la Dott.ssa Simona Ventura, dietista, ti aspettano per eseguire la BIA (valutazione composizione corporea) e calcolare il BMI (indice di massa corporea), dandoti indicazioni sul tuo peso e su un’alimentazione corretta. Durata: 15 minuti a persona.
DALLE 10:00 ALLE 11:00 “YOGHIAMO INSIEME”
Marta Restuccia, insegnante di yoga mamma e bambino e massaggio infantile è a disposizione per informazioni dettagliate e chiarimenti sui corsi che esegue presso lo studio.
DALLE 11:00 ALLE 12:00 “VALUTAZIONE FISIOTERAPICA”
La Dott.ssa Maica Bove, fisioterapista, tiene colloqui di valutazione per eventuali terapie inerenti a problemi articolari, lombalgie e cervicalgie, alterazioni posturali, ecc. Fai un check up gratuito! Durata: 15 minuti a persona.
DALLE 12:00 ALLE 13:30 “YOGA CON SABRINA”
Sabrina Protano, insegnante di yoga, propone due brevi lezioni (con massimo 5 partecipanti ognuna) così suddivise: 1º gruppo dalle 12:00 alle 12:40 e 2º gruppo dalle 12:50 alle 13:30. I tappetini sono già in sede, vestitevi comodi e…buona pratica!!!
DALLE 14:00 ALLE 15:00 “CONFLITTI ED EMOZIONI LEGATI AL RAPPORTO CON IL CIBO”
La Dott.ssa Marica Vignozzi, psicologa, propone un gruppo con massimo 10 partecipanti, dove poter ricercare insieme le cause e i fattori psicologici del rapporto (a volte critico) con l’alimentazione.
DALLE 15:00 ALLE 16:00 “BENEFICI E CRITICITA’ LEGATE ALL’ATTIVITA’ SPORTIVA”
La Dott.ssa Marica Vignozzi, psicologa, propone un secondo gruppo con massimo 10 partecipanti, per analizzare insieme il benessere psicofisico e gli eventuali ostacoli legati allo sport amatoriale o agonistico.
DALLE 15:45 ALLE 16:15 MASSAGGIO INFANTILE AIMI PER BIMBI DA 0 A 12 MESI: SCOPRI DI COSA SI TRATTA
La Dott.ssa Margherita Bergamini, ostetrica, dedica ai futuri e neo genitori uno spazio per presentare e far conoscere i benefici del massaggio infantile. Massimo 10 iscritti.
DALLE 16:30 ALLE 17:00 “L’OSTETRICA CON LE COPPIE”
La Dott.ssa Margherita Bergamini, ostetrica, presenta il suo programma di accompagnamento della coppia alla nascita e del corso postparto. Massimo 5 coppie.
DALLE 17:15 ALLE 18:15 “SCOPRI COS’E’ IL PERINEO!”
La Dott.ssa Margherita Bergamini, ostetrica, dedica un incontro teorico e pratico alle donne di tutte le età, per conoscere il perineo e sperimentare l’attività per prevenire e/o curare disturbi legati ad esso. Massimo 6 iscritte.
DALLE 16:00 ALLE 18:00 “TUTTO SULL’OSTEOPATIA”
Il Prof. Romildo Romano, osteopata, offre consulenze e chiarimenti sui trattamenti osteopatici, le loro funzioni e campi di applicazione, spiegando i risultati che si riescono ad ottenere. Durata: 15 minuti a persona.
DALLE 18:00 ALLE 19:30 “DAL RILASSAMENTO AL TRAINING AUTOGENO”
Il Dott. Fabrizio Romagnoli, psicologo e psicoterapeuta, propone un gruppo con un minimo di 2 fino ad un massimo di 6 iscritti per eseguire una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su diverse zone corporee, con lo scopo di ottenere un generale stato di rilassamento, sia a livello fisico che psichico.
DALLE 19:00 ALLE 20:00 “LA LOGOPEDISTA PER TE”
La Dott.ssa Alessia Nadalini, logopedista, tiene colloqui di 15 minuti a persona per consulenze e informazioni specifiche inerenti al linguaggio e all’apprendimento.

Benessere Psicofisico

healthy-780x780Cosa vuol dire Benessere?

Il significato di questa parola si è evoluto nel corso degli anni, passando dal concetto di “stare bene” inteso come stato di salute, fino a racchiudere un insieme di significati diversi che confluiscono in un unico senso fondamentale della nostra vita: “dedicare tempo al proprio corpo per soddisfare e raggiungere un benessere completo legato al monto interiore oltre che esteriore.”

Dal punto di vista nutrizionale è importante specificare che ogni individuo ha le sue peculiarità da dover considerare e approfondire attraverso un’anamnesi dettagliata con un professionista di fiducia e soprattutto esperto del settore. Lo stile di vita, lo sport, il lavoro, le abitudini, i valori e i gusti sono tutti parametri specifici da analizzare in maniera esclusiva per comprendere e successivamente calcolare il metabolismo basale e l’annesso dispendio energetico individuale.

Ottenuto un valore numerico, espresso in chilocalorie, si suddivide il totale giornaliero per i cinque pasti quotidiani, considerando il corretto apporto di nutrienti in equilibrio tra loro come previsto dai LARN (Livelli di Assunzione e di Riferimento di Nutrienti).

Il principio è uguale per tutti, che si tratti di un individuo sano e/o con patologie di vario genere (es. diabete, obesità, dislipidemie, cardiopatia, colite, etc..), uno sportivo amatoriale o agonistico, un vegetariano o vegano, un soggetto con intolleranze o allergie alimentari, una donna in gravidanza o allattamento, un bambino nelle fasi evolutive o un anziano, e si riassumere in questi passaggi:
– valutare l’unicità del soggetto con il calcolo del BMI (indice di massa corporea)
– elaborare un piano dietetico personalizzato (inteso come sana alimentazione)
– alternare l’introito di micro e macronutrienti affinchè risultino in equilibrio tra loro
– utilizzare integratori di vario genere (es. sali minerali, ferro, etc..) solo ed esclusivamente in casi eccezionali e a seguito di prescrizione medica, restando sotto costante monitoraggio

La “dieta mediterranea” è assolutamente in grado di assolvere in autonomia alle funzioni richieste dall’organismo, garantendo il giusto apporto energetico individuale e mirato.

L’alimentazione invece, non può bastare per garantire da sola uno stato di benessere completo; è infatti inscindibile il rapporto con lo sport. Movimento e corretta alimentazione rappresentano un connubio perfetto per l’organismo, in grado di stimolare la circolazione e il metabolismo attraverso l’attività fisica, eliminando tossine e massa grassa superflua e lasciando spazio alla massa magra, alla tonificazione muscolare e, perchè no, anche al miglioramento dell’aspetto estetico.
Inoltre, l’attività fisica, oltre a stimolare il sistema simpatico (attraverso l’aumento dell’attività cardiaca), agisce sulla respirazione aumentando la dilatazione bronchiale, determina il rilascio di glucosio (zucchero) dal fegato nel sangue, assicurando un apporto nutritivo delle cellule muscolari durante attività prolungate, aumenta la produzione dell’ormone noradrenalina che permette l’attivazione di reazioni chimiche cellulari portando ad un aumento della temperatura corporea, un aumento del metabolismo delle cellule nervose e conseguentemente un miglioramento dell’attività mentale. Le strette connessioni tra il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo, portano a vivere situazioni negative nello sport (stress, paura, ansia da prestazione, etc..) con aumento del sistema simpatico e viceversa, situazioni vissute come positive (estasi, piacere fisico, musica, etc..) stimolano il sistema parasimpatico, determinando una diminuzione della frequenza cardiaca, della temperatura corporea e un rilassamento muscolare.

Tutto questo apre la porta ad una visione profonda della sfera psicologica di ogni essere umano, in cui emozioni e stati psichici sono strettamente correlati e influenti sull’attivazione organica, sulla capacità di prestazione e senso di benessere.

Concludendo, possiamo riassumere i tre punti cardine del “benessere psicofisico“:
– atteggiamento mentale e psicologico positivo nell’affrontare un nuovo percorso riguardante qualunque aspetto della vita quotidiana e personale
– regime alimentare corretto e personalizzato per garantire un funzionamento organico protratto nel tempo, prevenendo importanti patologie
– attività fisica costante e coerente alle esigenze e alle attitudini individuali

Tre semplici passi che percorsi regolarmente portano ad un cammino di vita armonioso e completo in grado di agire positivamente sull’aspetto esteriore e interiore, migliorare la quotidianità e le aspettative future sotto ogni punto di vista, con qualità e unicità.

Disturbi del comportamento alimentare nello sport

Articolo scritto e pubblicato dalla dott.ssa Marica Vignozzi, psicologa, specializzata in alimentazione e sport.
Disturbi del comportamento alimentare nello sport

DisturbiAlimentari

I Disturbi del Comportamento alimentare rappresentano una problematica sempre più diffusa al giorno d’oggi e tale fenomeno riguarda anche, se non soprattutto, quegli ambienti nel quale il corpo assume una posizione rilevante: lo sport e la danza. Le statistiche, infatti, indicano che questi disturbi purtroppo sono molto più frequenti negli atleti rispetto ai non atleti e che comprendono sia il mondo femminile, sia quello maschile. Per questi motivi sta crescendo l’interesse verso questo argomento ma le conoscenze sono ancora molto scarse.
I disturbi che si presentano sia in ambito sportivo che non sono gli stessi ma, nello sport, possono assumere peculiarità diverse, descritte di seguito:

– l’anoressia è caratterizzata da un’anormale perdita di peso, di frequente associata a un disturbo dell’immagine corporea, e dal rifiuto del cibo, spesso legato a sensazioni di colpa. L’anoressia è da distinguere dall’anoressia atletica che, invece, è finalizzata a ottenere un miglioramento della performance sportiva e spesso si tratta di un comportamento temporaneo modificato volontariamente dall’atleta, ad esempio in funzione dell’allenamento o della stagione.
– la bulimia, i cui sintomi più evidenti sono le abbuffate compulsive (spesso associate a condotte di eliminazione tramite uso di lassativi e vomito indotto) e le oscillazioni di peso anche piuttosto evidenti;
– il disturbo da alimentazione incontrollata (BED – Binging Eating Disorder), si differenzia dalla bulimia perché non viene eliminata l’abbuffata e questo causa spesso sovrappeso. Nello Sport questo disturbo dell’alimentazione assume una connotazione particolare poiché l’attività sportiva, facendo smaltire le calorie, contiene l’aumento ponderale. In molti casi vengono riconosciuti per l’insonnia associata a pasti notturni;
– la dismorfofobia, legata all’ansia/angoscia relativa all’immagine intera corporea o una sua parte specifica;
– l’ortoressia, identificato recentemente, che riguarda l’attenzione quasi ossessiva all’alimentazione sana.

Il collegamento tra disturbi alimentari e sport è duplice. Da un lato la cultura del tenersi in forma è conforme ai bisogni di chi soffre di tali disturbi, dall’altro il controllo che i giovani atleti devono avere nei confronti del proprio corpo può favorirne l’insorgenza. In determinati sport viene richiesto, esplicitamento o implicitamente, di mantenere il peso a un livello inferiore al valore normale rispetto all’età, il che, unitamente alle forti pressioni degli allenatori e dei genitori e alle esigenze della competizione stessa, può condurre i soggetti più vulnerabili direttamente all’anoressia e alla bulimia. Molti sono gli atleti che si sottopongono a diete incongrue, non adatte allo sport praticato e che spesso si ritrovano in una condizione di iponutrizione. Spesso per la fobia del peso corporeo saltano il pasto, si disidratano usando indumenti gommati per sudare, si inducono il vomito o usano lassativi, tutte pratiche molto pericolose per la salute. Questi comportamenti alimentari non salutari possono manifestarsi sotto diverse forme, ad esempio come un’alimentazione irrazionale, compulsiva, restrittiva e le cause scatenanti sono le più diverse (stress, infortuni, eccetera). Gli individui, generalmente più a rischio, sono coloro che considerano se stessi come la persona sul quale tutti contano. Normalmente temono di non raggiungere le aspettative dell’allenatore, della squadra, dei genitori.
Tali situazioni, benché diffuse in tutti gli sport, si riscontrano soprattutto in quelle attività che richiedono controllo del peso e della forma del corpo; vediamo quali:

– Sport di Endurance (es. maratona, triathlon, ciclismo, sci di fondo).
– Sport Estetici (es. pattinaggio artistico, ginnastica artistica, nuoto sincronizzato); tra questi è da includere anche la danza, purchè non propriamente uno sport. I ballerini, infatti, hanno elevati rischi di disturbi alimentari, di insoddisfazione corporea e hanno disturbi più elevati relativi al frequente controllo del peso; passano innumerevoli ore di fronte agli specchi perciò i loro corpi sono attentamente esaminati da sé e dagli altri. Applicando elevati livelli di perfezionismo per ballare e per la forma del corpo, con la combinazione di pressioni socioculturali per la magrezza inerente alla professione della danza e con le aspettative di alte prestazioni, si produce un ambiente ideale per lo sviluppo di disturbi alimentari.
– Sport con Categorie di Peso (es. lotta, arti marziali, pugilato) dove troviamo una prevalenza maggiore di disturbi di tipo bulimico.
– Sport che ricercano un basso peso corporeo (es. equitazione, ciclismo)
– Sport che enfatizzano la massa muscolare (es. body building)
– Sport in cui l’abbigliamento rivela la forma del corpo (es. nuoto, pallavolo)

Per riconoscere un disturbo alimentare un buon punto di partenza è conoscere i fattori di rischio che contribuiscono al manifestarsi e al cronicizzarsi della malattia che, come detto in precedenza, possono essere infortuni, stress, eccessiva attenzione alla forma corporea ecc. Sono disturbi molto subdoli e che possono sfuggire all’occhio non esperto finendo per essere riconosciuti solo quando la sintomatologia legata al peso o alla forma del corpo diventa evidente. I DCA, soprattutto nello Sport, spesso vengono confusi con atteggiamenti di coerenza con la tipologia di attività sportiva pertanto sarebbe importante prestare più attenzione a quegli sport, elencati nel paragrafo precedente, in cui peso e immagine corporea assumono maggior importanza. Mantenere un buon livello di allerta su determinati ambiti potrebbe essere un punto di partenza per prevenire tali disturbi.
Inoltre, al fine di una buona prevenzione, si reputa necessario che un’eventuale dieta sia supevisionata da un’equipe di competenza. È necessario far capire all’atleta a rischio che un eccessivo dimagrimento porterà ad un peggioramento nella performance non il contrario; allo stesso tempo bisogna far attenzione a non farlo preoccupare, o addirittura minacciare, con rischi di squalificazione o espulsione a causa del suo dimagrimento. È importante che la diagnosi sia precoce e che la persona sia circondata da personale qualificato che sia capace di attingere alle risorse che l’atleta possiede.
Sarà fondamentale che l’atleta con disturbo alimentare sia seguito da un team multidisciplinare (psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, endocrinologo, gastroenterologo, medico sportivo e nutrizionista ecc.) esperto nel trattamento dei DCA. Da evitare il trattamento esclusivamente dietologico che aumenterebbe negli atleti la preoccupazione nei confronti dell’alimentazione, del peso e delle forme corporee.
Da questa breve analisi emerge, quindi, quanto siano diffusi questo tipo di disturbi nello Sport e quanto poco si sappia in proposito poichè vengono spesso scambiati per comportamenti che fanno parte della propria pratica sportiva e non di comportamenti patologici. È necessaio, invece, guardarli in modo diverso al fine di tutelare le persone e garantirne il benessere all’interno della disciplina praticata.

Bibliografia
Garner D. M., Garfinkel P. E., A Prospective Study of Eating Disturbances in the Ballet, Psichoterapy and Psycosomathics, February 1987; pp. 170-175
Gordon A. Anorexia and Bulimia Anatomy of a Social Epidemic. Basil Blackwell Ltd, Oxford 1990. (trad. italiana Anoressia e Bulimia anatomia di un’epidemia sociale. Raffaello Cortina Editore, Milano 1991.)
Katz J. L. Some reflections on the nature of eating disorders: On the need for humility. Int J Eating Disord, 1985; citato da M.Elizabeth Collins: “Education for Healthy Body Weight: Helping Adolescent Balance the Cultural Pressure for Thinnes” in Jounal of Body Health, vol. 58 n.6, august 1988; pp. 227-230
Shnitt J.M., Shnitt D. Eating Disorders in Dancers, Medical Problems of Performing Artists, June 1986; pp. 39-44
Smith N. J. Excessive Weight Loss and Food Aversion Athletes Simulating Anorexia Nervosa in Pediatrics, vol. 66 n. 1, july 1980 ; pp. 139-142
Sundgot-Borgen J. Risk and trigger factors for the development of eating disorders in female elite athletes, Official Journal of the American College of Sports Medicine, September 1993; pp. 414-417
Sitografia
Indice Glicemico (2012), “Disturbi del Comportamento Alimentare nello Sport” http://www.lascuoladiancel.it/2012/06/19/disturbi-del-comportamento-alimentare-nello-sport/
Concetta Croce (2015), “Danza e Disturbi del Comportamento Alimentare” http://www.nonsolofitness.it/psicologia/disturbi-comportamento-alimentare/danza-e-disturbi-del-comportamento-alimentare.html